Episodio 10 – 50 Special
Alcuni dicono che per fortuna i Lunapop pubblicarono un solo album, Squerez, dove 50 Special è contenuta. Altri lamentano che purtroppo subito dopo Cremonini cominciò la carriera solista. Un rompicapo.
Bolognese come Cremonini è Renzo Picchi, in arte Nel dubbio che ha reinterpretato il pezzo del socio del bassista Ballo, altro membro dei Lunapop.
Come si legge nella sua pagina Facebook, Nel dubbio è un cantautore di poche pretese. Nel 2011 ha pubblicato 22 tracce in un album dal titolo Ossidrile. Ha raccontato la provincia, il suo quotidiano con tanta critica e disillusione.
Episodio 9 – Hanno ucciso l’uomo ragno
Ci sono loschi individui al bancone del bar in questa puntata di Pezzi da ’90. Saltano fuori da una canzone degli 883, Hanno ucciso l’uomo ragno. Questo brano a me ricorda l’adolescenza, che poi è anche il tema della canzone perché il supereroe della Marvel qui simboleggia la giovinezza che si perde e il tempo che passa.
Questa canzone uscita nel 1992 è la title track dell’omonimo album degli 883. In questi giorni ricorre il ventennale dell’uscita.
Max Pezzali e Mauro Repetto esordirono con questo album e fecero il botto. Pezzali cantava e Repetto ballava. Le sue erano improbabili coreografie che accompagnavano le esibizioni live o in video. Tanto improbabili da diventare memorabili. Poi accadde che Repetto vide uno dei suoi video e decise di smettere. Non è andata proprio così, ma sarebbe una fine plausibile per gli 883.
Repetto è sparito, dicono faccia l’attore in Francia. Pezzali invece continua a sfornare album. C’è un assonanza tra chi ha scritto la canzone, Pezzali, e chi ne ha fatto la cover per il Cantanovanta, Pizzinelli. Le due z nel cognome sono un tratto comune, per il resto non vedo altro di simile. Francesco Pizzinelli è l’uomo dietro i Jocelyn Pulsar, nati 2001 come gruppo e diventato nel 2006 progetto solista. Pizzinelli è un tipo molto interessante, ha pubblicato album dal titolo Penso a Sonia ma suono per la Gloria, L’amore al tempo del telefono fisso e Il gruppo spalla non fa il soundcheck che è anche l’ultimo album. Come ho già detto ha rifatto anche Hanno ucciso l’uomo ragno.
Episodio 08 – Rythm is a dancer
Nel 1992 cominciano le trasmissioni dei telegiornali di Mediaset, che ai tempi di chiamava Fininvest. Tranquilli, a me non importa raccontarvi degli inizi di Fede e Mentana. Il ’92 è importante perché uno dei tormentoni di quell’estate fu Rhythm is a dancer degli Snap.
La canzone degli Snap fu il singolo più venduto in Italia nel 1992, e fece parte anche della compilation più nota di quel periodo, quella del Festivalbar. Prima c’era il Festivalbar ora per fortuna c’è il Cantanovanta. Resiste solo Sanremo!
Comunque, il successo di Rhythm is a dancer fu tale da essere colonna sonora di una scena di un film. Il film in questione è Anni ’90, con Boldi, De Sica, Nino Frassica e Ezio Greggio ed altri. In una scena c’è Francesco Benigno in una discoteca che tanta di abbordare una tipa. Tutti ballano sulle note di Rhythm is a dancer mentre Benigno conquista la donna con frasi romantiche tipo: m’attizza, ora me la fotto! Guarda che quando sono attizzato sono pericoloso.
Per fortuna questo fa parte del passato.
Ora c’è Oratio che ha risuonato questa canzone. Lui è di Barcellona pozzo di gotto in provincia di Messina e ha già pubblicato due album: Oratio e i pianeti e Ora ti ho.
Episodio 7 – Serenata rap
Chiamate la vostra fidanzata, è il momento di dedicarle una canzone. Protagonista di questo episodio di Pezzi da ’90 è una canzone ad alto tasso di romanticismo, utile per le dichiarazioni d’amore.
Il tormentone dell’estate 1994 fu una canzone di Lorenzo Jovanotti: Serenata rap
Nel video Jovanotti, sospeso su un ponteggio, avrebbe dovuto lavare i vetri di un grattacielo ma invece cantava una serenata in salsa rap alla sua donna chiedendole di affacciarsi dalla finestra. E come avrebbe potuto resistere, una donna, ad un uomo che cita Dante: Amor che nullo’amato amar perdona porco cane. Delle ultime due parole non c’è traccia nei canti dell’inferno, Jovanotti si è concesso una licenza poetica.
Poi arriva il 2011 e a Jovanotti col giradischi e microfono si sostituisce L’Orso con l’ukulele e con il microfono. Rimangono le frasi romantiche come mettiti con me non sarò un figlio di puttana o come nei tuoi fianchi sono le Alpi nei tuoi seni le dolomiti.
L’Orso reinterpreta questo pezzo da ’90 con il suo ukulele ma ne lascia intatta la poesia.
Del resto L’Orso non è una band come le altre.
L’orso è un paesaggio. L’orso è quel paesaggio che attraversi in bicicletta quando dal paese ti dirigi verso la città.
L’Orso sono un collettivo che muta e forse già adesso è cambiato qualcosa rispetto all’inizio della puntata.
Episodio 6 – Vento d’estate
Questa canzone mi piaceva molto e ancora adesso la ascolto con piacere.
La scrisse Max Gazzè insieme a Riccardo Sinigallia, ex dei Tiromancino, poi la cantarono Gazzè e Niccolò Fabi.
I due erano amici da tempo, spesso suonavano insieme nei pub di Roma e questa canzone fu il primo inedito che li vedeva insieme. Cantare insieme gli portò fortuna, infatti, vinsero l’edizione di Un disco per l’estate del 1998.
Vento d’estate è finita nella compilation Cantanovanta grazie alla nuova versione di Musica per bambini, al secolo Manuel Bongiorni. Fino ad ora ha pubblicato 4 album, Nascondino coll’assassino, Del Superuovo, M__sica e l’ultimo, del 2011, Dei nuovi animali.
Musica per bambini ha spazzato via il vento d’estate originale per una versione completamente diversa ma in linea con il suo stile. La canzone è cambiata come cambia il vento, per dirla con una frase del testo.
Episodio 5 – Freed from desire
I ’90 sono stati anni d’oro per la musica dance italiana che veniva apprezzata in tutta Europa.
Il caso di Gala è un’esempio di artista italiana famosa in tutto il mondo per una canzone: Freed from desire. Sebbene il nome e il testo in inglese possano far pensare ad un’artista anglofona, dietro il nome Gala c’era la voce di Gala Rizzato e lo zampino del dj Molella.
Il singolo uscito nel 1996 faceva parte dell’album Come into my life e in poco tempo raggiunse le vette delle classifiche di Francia, Belgio, Spagna, Israele, Brasile, Grecia e ovviamente Italia.
Nel 2011 gli Ofeliadorme e 4 fiori per zoe hanno deciso di reinterpretare la canzone di Gala. Lontana dai suoni dance, Freed from desire oggi suona lenta e delicata.
Gli Ofeliadorme fanno musica dal 2007, hanno all’attivo un ep e un album, All harm ends here, uscito nel 2010.
I 4 fiori per zoe invece sono già al terzo album. Tredici cose che dovrei dirti, uscito nel 2008, è una raccolta di tredici confessioni per una curiosissima Zoe. La band ha musicato film, documentari e cortometraggi. La passione per le colonne sonore li ha portati a pubblicare Musiche per film mai visti, il loro ultimo album.
Episodio 4 – Attenti al lupo
Attenti al lupo, nella versione dei Dimartino è la canzone che preferisco tra tutte le cover della compilation Cantanovanta. Forse non tutti sanno che a scriverla fu Ron, era il 1990. Lucio Dalla la interpretò, la inserì nell’album Cambio e la presentò in un programma di Pippo Baudo: Fantastico 11.
Nel video ambientato in un circo, Lucio Dalla e due coriste, cantano e si muovono dando vita ad una coreografia che viene seguita da tutto il pubblico. Un balletto che Dalla riproponeva nei live.
I Dimartino hanno rifatto questa canzone, si sono misurati con il grande Dalla. Il risultato è una bellissima versione di Attenti al lupo che, oggi, suona come un omaggio al grande artista bolognese.
Buon ascolto.
Episodio 3. All that she wants
Era il 14 novembre del 1992, io pensavo al mio compleanno e al regalo che avrei voluto ricevere il giorno dopo per festeggiare i miei sette anni, mentre gli Ace of base pubblicavano All that she wants, canzone che li avrebbe resi famosi e immagino anche ricchi.
Fu un successo praticamente in tutto il mondo, gli Ace of base scalavano classifiche come se niente fosse. Quasi sempre si stabilivano in vetta. Cile, Canada, Messico, Israele, Svizzera e Germania: questi alcuni dei paesi in cui il gruppo svedese raggiunse il primo posto tra i singoli più venduti. Ironia della sorte, in Svezia, dove giocavano in casa, si dovettero accontentare del secondo posto.
Negli anni ci è toccato di ascoltare diverse cover di questa canzone, tra i tanti che hanno proposto la loro versione anche i Kooks e Britney Spears. Ora, dimenticate la versione dance originale e godetevi questa scarica di punk firmata The Hunzikers!
Episodio 02. Vattene amore
Era il 1990 quando Amedeo Minghi scrisse e portò a Sanremo, insieme a Mietta, Vattene amore, canzone che si sarebbe poi piazzata terza. Fu il secondo singolo più venduto in Italia, nell’anno dei mondiali italiani non poteva certo superare Notti magiche che in qualche modo fu l’inno di Italia ’90. Ebbe tanto successo da essere cantato in mezzo mondo, anche in Thailandia!
Ventuno anni dopo, un gruppo composto da 5 ragazzi che dal 2007 suonano in lungo e largo e vincono premi ha risuonato questo successo vestendolo di sonorità brasiliane. Il gruppo in questione si chiama Jang Senato, da segnalare la splendida erre moscia del cantante.
Il resto? Scopritelo ascoltando questo secondo episodio di Pezzi da ’90.
Episodio 1. Scatman’s world
Vi ricordate John Scatman? Ricordate il suo baffone e il suo particolare modo di cantare?
John, era un pianista jazz balbuziente che raggiunse il successo con una canzone che delle sonorità jazz aveva ben poco.
La sua Scatman’s world è protagonista di questa prima puntata di Pezzi da ’90, ascoltate e scoprirete di quale film è colonna sonora, ma soprattutto ascoltate per scoprire la bella versione di 33Ore.








